COSA FARE

La Rieducazione della Scrittura

La rieducazione della scrittura ha come scopo il recupero individualizzato di scrittura disgrafica, in ragazzi con assenza di deficit o di patologie, per sviluppare e ripristinare le abilità grafo-motorie non ancora o non sufficientemente utilizzate, spesso a causa di mancati apprendimenti iniziali.

Questa visione pedagogico-didattica, basata sulla prevenzione e sul recupero, è complementare alla tesi medicalizzata che propone prevalentemente strategie dispensative e compensative in casi di disgrafia (scrivere di meno e/o scrivere in stampato o al computer), ritenendo che, alla base della disgrafia, vi siano cause prevalentemente neuro-biologiche che impedirebbero al bambino di imparare un gesto grafico controllato ed armonico.

Ad oggi, tuttavia, non è stato dimostrato scientificamente che esistano cause neuro-biologiche all’origine della disgrafia in età evolutiva, per cui appare più probabile che siano fattori soggettivi predisponenti del bambino (difficoltà psicomotorie, di motricità fine, di lateralità, ecc.)  che interagiscano attivamente con inadeguati stimoli educativi, ad esempio di manipolazione e di motricità fine, ma anche di mancati insegnamenti specifici di preparazione e di avvio alla scrittura a mano.

L’obiettivo principale della rieducazione della scrittura è dunque quello di riportare la scrittura manuale di un bambino disgrafico in pari con la sua età e la sua classe di appartenenza, in grado di rispondere adeguatamente alle richieste scolastiche. Ripristinando tali abilità inizialmente carenti, tendono poi ad elevarsi indirettamente anche il livello di autostima, la motivazione ad imparare e i risultati scolastici, soprattutto in tutti i compiti in cui la scrittura è coinvolta.

Soltanto a rieducazione ultimata, qualora non tutti gli obiettivi siano stati raggiunti (ad esempio, un ragazzo resta piuttosto lento nella sua produzione scritta, pur avendo imparato a scrivere in modo ben leggibile e ordinato), secondo la logica pedagogico-didattica qui proposta, è opportuno ricorrere a strategie compensative e dispensative, secondo peraltro quanto previsto dalla Legge n. 170 del 2010 sui DSA (Disturbi Specifici di apprendimento), solo per quegli aspetti non colmati dalla rieducazione (ad esempio, nel caso specifico, concedendo maggior tempo per l’esecuzione scritta nelle verifiche).

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